mercoledì 29 aprile 2009

Berlusconi: chiameremo la stampa disinformatia

La stampa ha costruito un'altra bufala
"Hanno costruito un'altra bufala, stanno dicendo il falso e alla fine tutti vedranno che si tratta di un boomerang". Nuovo attacco del premier Silvio Berlusconi alla "stampa di sinistra" ed all'opposizione sul tema della liste che si stanno costruendo dentro il Pdl per le prossime elezioni europee. Il presidente del Consiglio si e' detto sicuro che presto si vedra' con chiarezza come "questa stampa di sinistra non ha smesso di essere una stampa che disinforma, che costruisce delle manovre solo al fine di delegittimare l'avversario politico con la complicita' dell'opposizione".

Chiameremo la stampa "disinformatia"
"Credo che gli italiani possano giudicare con quali giornali di sinistra ci troviamo a che fare. Giornali che chiameremo con il titolo di 'Disinformatia' ". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti, parlando degli articoli dei giornali in cui si faceva riferimento ad alcune candidature femminili nelle liste del Pdl per le europee.









ROMA - I distinguo tra Fini e il Cavaliere non sono una novità. Ma stavolta l'affondo di FareFuturo, fondazione animata dal presidente della Camera, punta su donne e televisione. Ovvero due dei punti nevralgici della visione del mondo berlusconiana. "Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse". Parole come pietre, firmate da Sofia Ventura sul magazine della fondazione. Al punto che, alcune ore più tardi, lo stesso Gianfranco Fini deve puntualizzare definendo "copmprensibili, ma eccessive e non totalmente condivisibili" le opionioni della Ventura.

Da tempo, la ricerca dello smarcamento dal premier è strategia quotidiana del presidente della Camera. E, come in passato, Farefuturo è lo strumento per mandare precisi segnali. Ora è il turno del personalissimo modo con cui il premier utilizza le donne in politica, le procedure di scelta e il retroterra da cui provengono. Veline, velinismo e simili, insomma.

Una scelta rilanciata con forza dal premier per l'ultima infornata di candidature del Pdl per le Europee. Nell'ordine ci sono Barbara Matera, già "letteronza", Angela Sozio, ex del Grande Fratello, Camilla Ferranti, reduce da Incantesimo, Eleonora Gaggioli, direttamente dai set di Don Matteo ed Elisa di Rivombrosa. "Volti nuovi e freschi" nelle intenzioni del Cavaliere. Destinati a rappresentare l'Italia in Europa. In quel Parlamento europeo che con le ribalte televisive ha poco da spartire. O almeno dovrebbe.

Il giudizio di Farefuturo è duro. Si parla di "una pratica di cooptazione di giovani signore con un background che difficilmente può giustificare la loro presenza in un'assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità".

E che nessuno parli di ricerca di volti nuovi, di nuove pratiche di selezione. Di rottura con le liturgie partitiche. "Qui assistiamo ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento - continua Farefuturo -. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall'altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima".

Nessuna valorizzazione, insomma, semmai un uso spregiudicato del "corpo delle donne" che ottiene l'effetto opposto. A fronte di numeri che fotografano una presenza femminile in politica ancorata a livelli minimi, infatti, la risposta del Cavaliere è un "velinismo" che "rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni

VERONICA LARIO ESPRIME IL SUO PARERE SULLE VELINE

VERONICA LARIO TERREMOTA BERLUSCONI CHE SI LAMENTA: UN MESE DI PASSERELLE TELEVISIVE SPRECATO INVANO

lunedì 27 aprile 2009

BERLUSCONI SALVERA' IL MONDO DALLA PESTE SUINA

I LAVORATORI DELLA THYSSEN CHE HANNO DENUNCIATO L'AZIENDA E SI SONO COSTITUITI PARTE CIVILE SONO TRATTATI DAI PADRONI PEGGIO DELLA PESTE SUINA: NESSUNO DI LORO TROVA PIU' UN POSTO. E C'è DA CHIEDERSI: COME MAI TUTTE LE AZIENDE DI TORINO SANNO CHI SONO? ESISTONO DOSSIE SUI LAVORATORI DA QUALCHE PARTE?



CON LA PESTE SUINA BERLUSCONI ARRIVERA' AL 100% DELLE PREFERENZE

incredibile: Cofferati condannato per attività antisindacle

COFFERATI CONDANNATO PER ATTIVITA' ANTISINDACALE




Condannato per comportamento antisindacale, lui che per anni è stato il leader del principale sindacato nazionale: la Cgil. Sergio Cofferati, oggi sindaco di Bologna, si è visto arrivare la brutta notizia a pochi giorni dalla fine del suo mandato come primo cittadino. Il sindaco, che ha già comunicato che non si ricandiderà, è stato ritenuto colpevole circa un esposto dei rappresentanti dei lavoratori del Teatro Comunale di Bologna, nel suo ruolo di presidente della Fondazione Lirica. A dare la notizia sono state la Fistel-Cisl e Fisals-Cisal, che hanno convocato una conferenza stampa.

Secondo l'accusa accolta dal tribunale del lavoro, Cofferati avrebbe violato il 22 marzo scorso l’articolo 28 dello statuto dei lavoratori, in occasione della prima delle quattro giornate di sciopero che impedirono la messa in scena della “Gazza Ladra” al teatro Comunale. Nell’occasione sulla bacheca del teatro comparve un avviso che i sindacati hanno giudicato illegittimo. C'era scritto, ricorda l'avv.Renzo Cristiani che tutela Fisal e Fistel, che nel caso di sciopero non sarebbero stati pagati nemmeno coloro che allo sciopero non aderivano. L’avviso fu giudicato come un "atto intimidatorio" dai sindacati di categoria. Cofferati ha sempre sostenuto che in base allo statuto il responsabile in questo caso non è il presidente della Fondazione, ma il sovrintendente, Mario Tutino. E che comunque in occasione di questi scioperi veniva violato da parte degli scioperanti uno dei principi cardine di una corretta lotta sindacale: e cioè che al danno inflitto al datore di lavoro con lo stop alle attività, corrispondesse un danno dei lavoratori, con la perdita della paga nelle ore di sciopero. Secondo Cofferati, in alcuni casi, in quel teatro era sufficiente che una sola categoria di dipendenti, magari gli addetti alle luci, alcune unità, bloccasse il lavoro di tutti. Col risultato che il danno era massimo per il teatro, mentre alle altre decine di dipendenti doveva essere riconosciuto per intero lo stipendio. In questo modo, aggiunge in sindaco, diventava molto facile scioperare. Secondo il suo difensore, Mario Jacchia, il ricorso non stava in piedi, perché quello che fu fatto dal teatro era stato solo un esercizio di trasparenza.

Resta la beffa per lo storico sindacalista che nel 2002 difese strenuamente lo statuto dei lavoratori, in particolare l’articolo 18, con la grande manifestazione che vide arrivare al Circo Massimo di Roma tre milioni di lavoratori. Oggi, a causa dello stesso statuto, Cofferati è stato condannato dal tribunale del lavoro.

venerdì 24 aprile 2009

OBAMA E TUTTI I CAPI DI STATO DEL G8 SI SONO TOCCATI LE PALLE QUANDO BERLUSCONI HA DETTO CHE FARA' IL G8 A L'AQUILA



I CAPI DI STATO SI SONO TOCCATI LE PALLE QUANDO HANNO SAPUTO CHE BERLUSCONI
VUOLE FARE IL G8 A L'AQUILA. NON TEMONO IL TERREMOTO MA LA SUA SFIGA

VIGNETTE DI SATIRA POLITICO-SOCIALE

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